11/26/2009

Cariche contro le donne proprio nella giornata "contro la violenza sulle donne".

  
L'appuntamento per il presidio indetto da femministe e lesbiche e tenuto contemporaneamente in altre città italiane era stabilito sulla frase "Noi non siamo complici". Da quello che sappiamo la polizia ha caricato violentemente a più riprese il presidio di donne dopo che le donne si sono rifiutate di chiudere lo striscione su cui c'è scritto "Nei centri di detenzione per immigrati la polizia stupra". Ci sono un po' di contus* e due ferit* gravemente alla testa. Al presidio in Cadorna (organizzato Mai state zitte, Vespe, le donne di Conchetta, alcune del comitato antirazzista...) erano presenti circa settanta persone, non di più, quasi tutte donne, appunto. Causa scatenante sembra essere stato lo striscione, come riportato. E poi il problema è stato il megafono, perché la seconda carica è partita perché le donne megafonavano contro la polizia, denunciando alla gente che passava (e chiedeva) quello che era successo.

Questo il testo del volantino diffuso oggi a Milano alle 18.30 in piazzale cadorna:
 

25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne

"Care signore e signorine,
tutte saprete che il problema della violenza sulle donne è di impellente attualità e si articola sotto svariate forme, dalla più cruenta alla più sottile e quotidiana.
Tutte avrete letto i dati ISTAT e scoperto che la maggior parte delle violenze si consuma tra le mura domestiche e viene compiuta da uomini italiani.
Tutte, una volta nella vita, vi sarete interrogate sull'influenza dell'immagine mediatica su ognuna di noi e sulle vostre bambine, scoprendo quanto il nostro corpo venga sfruttato e mercificato.
Tutte avrete affermato che non basta il 25 novembre, sarete uscite dal silenzio, urlando che è proprio questo a legittimare i sprusi.
Tutte, in questa giornata, avrete chiesto a gran voce più sicurezza, per poter essere libere di agire, senza dipendere dalla paura.
Tante di voi avranno cantato vittoria quando è stato approvato il decreto anti stupri, perchè facilita la denuncia da parte di ogni donna: dovrà essere creduta e, solo in un secondo tempo, smentita. Vittoria!
Oppure quando è stato approvato il pacchetto sicurezza, sono stati messi i militari a pattugliare le strade, hanno approvato le ronde cittadine, hanno aumentato a sei mesi il tempo di permanenza all'interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione(CIE). Vittoria?
Eppure alcune non erano d'accordo ed hanno gridato che, in nostro nome, lo stato sdoganava una politica di razzismo e repressione passando senza scrupoli sui nostri corpi, altro che tutela delle sue donne!
Care signore, signorine, ora vi raccontiamo ciò che vi ostinate a non conoscere, rendendovi complici.
Vi ricordate i CIE, quei luoghi nei quali, anche per proteggerci, hanno rinchiuso per sei mesi immigrati ed immigrate, rei di non avere il permesso di soggiorno, grazie all'approvazione del pacchetto sicurezza?
Vi ricordate che, anche a Milano ne esiste uno? (Per chi fosse un po'smemorata e non si orientasse un gran che ricordiamo che si trova in via corelli. )
Ebbene, in questi luoghi vengono rinchiuse anche delle donne. Donne che conoscete: spesso lavorano nelle vostre case, accompagnano i figli nella stessa scuola dei vostri, o magari battono sotto le vostre finestre. Sono accomunate dal reato di non possedere il permesso di soggiorno.
Solitamente, dopo un controllo dei documenti(che non hanno) vengono prelevate dalla polizia e rinchiuse nelle gabbie di qualche Cie. Sono quelle che, d'un tratto, spariscono.
E che vita conducono le donne nei CIE? Questa non la ricordate proprio mai: violenze, soprusi, stupri, botte e minacce.
C'è il caso di Joy ed Hellen, che quest'estate hanno respinto il tentato stupro compiuto proprio dall'ispettore capo nel CIE di via Corelli,Vittorio Addesso, il quale poi, in occasione di una rivolta, le ha arrestate e picchiate, insieme alle altre. Joy ed Hellen hanno denunciato la violenza: Massimo Chiodini, responsabile crocerossa nel CIE, ha coperto Vittorio Addesso e la PM ha chiesto di mettere agli atti le loro dichiarazioni per poter procedere ad una denuncia per calunnia. La giudice ha accolto la richiesta.
E poi c'è Daniela, tuttora rinchiusa nel centro di Corelli: l'ispettore capo Vittorio Addesso, finchè lei non cederà alle sue richieste, la terrà per tutto il tempo che gli è consentito. Daniela, qualche settimana fa, per farsi rilasciare ha tentato di darsi fuoco.
E ce ne sono altre, signore e signorine. Le loro storie non sono giunte fino alle vostre orecchie? Non vi siete mai occupate di loro. Il vostro silenzio si è fatto complicità.
Eppure, tutto questo avviene in nostro nome, questo lo sapevate. Vi siete dimenticate che a uomini come Vittorio Addesso abbiamo delegato la nostra difesa: polizia, carabinieri, soldati. Lo Stato.
Ora lo sapete, signore e signorine. Non ci sono scuse: d'ora in avanti la vostra indifferenza sarà complicità. Scegliete da che parte stare."

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/11/26/aggredite-le-donne-in-presidio-contro-i-cie-a-milano


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11/20/2009

Per un Natale più bianco dobbiamo espellere tutti i neri!

Comune italiano vuole espellere tutti gli illegali per un ‘Natale bianco’
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato domenica 15 novembre 2009 in Belgio.

[De Morgen]

L’operazione ‘Bianco Natale’ deve assicurare che tutti gli immigrati illegali siano spariti dal comune nord-italiano di Coccaglio, vicino a Brescia, prima del 25 dicembre.

Il sindaco Claretti, della Lega Nord, ha dato ordine di controllare i permessi di soggiorno di circa 400 stranieri nella cittadina, che conta all’incirca 7.000 abitanti. “Qui non c’è nessuna criminalità”, spiega Claretti in un’intervista con il quotidiano La Repubblica, “ma vogliamo semplicemente fare pulizia”.

Claretti ammette che il riferimento ad un bianco Natale non è stato una scelta felice, ma che ha a che fare con la data di scadenza dei controlli, cioè il 25 dicembre. A partire dal 25 ottobre, 150 immigrati hanno già ricevuto visite di controllo a casa e la metà di loro non è risultata in possesso dei documenti necessari.

La Lega Nord è entusiasta dell’iniziativa e i comuni di Castelcovati e Castrezzato, anche questi gestiti dal partito xenofobo di Umberto Bossi, hanno già copiato l’iniziativa.

[Articolo originale "Italiaanse gemeente wil alle illegalen buiten voor 'witte kerst'"]


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Il conto è salato per i ristoranti senza crocefisso

Casteldelci, 500 abitanti, piccolo comune incastrato nell’appennino riminese, proprio sotto il monte Fumaiolo, dove si trovano le sorgenti del Tevere. È da qui che parte la crociata contro Strasburgo, in difesa “dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato Italiano”. Con un’ordinanza inedita (la n.4 del 16 novembre 2009) il sindaco leghista Mario Fortini ha introdotto l’obbligo dell’affissione del crocifisso in tutti i locali ed esercizi pubblici, pena una multa di 500 euro.

Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che vieta in sostanza la presenza nelle scuole del simbolo della cristianità, il sindaco Fortini ha deciso di “dare l’esempio” e fare da solo, in forza anche del ricorso del governo italiano contro la decisione della corte. Nell’ordinanza il sindaco “ordina di esporre immediatamente il Crocefisso in tutti gli edifici pubblici presenti nel territorio di questo Comune, quale espressione dei fondamentali valori “civili” e “culturali” dello Stato Italiano”.

Per “edifici pubblici” si intendono però, è lo stesso sindaco a spiegarlo, “anche i pubblici esercizi quali ristoranti e bar e tutti i titolari di una licenza statale”, non solo scuole ed edifici amministrativi. Praticamente qualsiasi luogo che non sia un’abitazione privata. Tra un paio di settimane i vigili urbani del paese cominceranno con i controlli. Chi non avrà ottemperato all’ordinanza e si vedrà somministrato un verbale da capogiro potrà contestarlo in diversi modi: in via informale andando al palazzo comunale per spiegare le sue ragioni “Se per esempio uno vende i kebab ed è di dichiarata fede musulmana – spiega il sindaco – non ci sono obiezioni”. In tutti gli altri casi o per chi non ha intenzione di dover spiegazioni per quanto riguarda il proprio credo religioso, non resta che ricorrere al Tar (il Tribunale amministrativo regionale) dell’Emilia Romagna oppure al Presidente della Repubblica.

http://ilcarattere.wordpress.com/2009/11/17/il-conto-e-salato-per-i-ristoranti-senza-crocefisso/


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11/18/2009

Privatizzazione delle risorse idriche, Governo pone la fiducia

La maggioranza pone la fiducia alla Camera sul decreto Ronchi (già approvato in Senato) che contiene la norma sulla riforma dei servizi pubblici locali, tra cui la gestione e il mercato delle risorse idriche. Insorge l'opposizione che tramite Marina Sereni del PD riferisce che «Si sarebbe arrivati subito ad un voto unanime su questo provvedimento se il governo avesse stralciato dal decreto l'articolo sui servizi pubblici locali che non ha il coraggio di discutere nè di spiegare alla gente»
L'articolo 15 del decreto prevede la liberalizzazione dei servizi pubblici locali tra cui la gestione dell'acqua. Anche se nel testo si precisa che la partecipazione pubblica del bene sia garantita (non superiore al 30%), la gestione dei servizi pubblici locali sarà conferita "in via ordinaria" attraverso gare pubbliche e la gestione in house providing (ossia quella tipologia di servizi che le pubbliche amministrazioni adottano attraverso propri organismi, cioè senza ricorrere al mercato) sarà consentita soltanto in deroga e «per situazioni eccezionali».
Si apre così la strada alla privatizzazione. Non rientrano nella riforma la distribuzione del gas naturale, dell'energia elettrica, del trasporto ferroviario regionale e le farmacie comunali.




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11/16/2009

Apre il primo Coffee Shop negli USA



Apre a Portland nell'Oregon il primo coffee shop autorizzato alla vendita di marijuana a scopo terapeutico. Chiunque sia in possesso dell'autorizzazione medica potrà acquistare la sostanza e volendo anche consumarla sul posto.

"Il Cannabis Cafe di Portland riconosce finalmente ai suoi membri il rispetto della libertà personale", ha affermato Madeline Martinez, responsabile di Norml, un gruppo che si batte per la legalizzazione della marijuana. «Il progetto va oltre la possibilità di servire cibo e marijuana – ha spiegato – ci auguriamo di riuscire ad organizzare lezioni, seminari, diventare un punto di riferimento per aiutare la gente a saperne di più sulla coltivazione e altri usi della cannabis».
Il club è privato e per accedervi è necessario sottoscrivere una tessera mensile del costo di 25 dollari, ma all'interno la sostanza é distribuita gratuitamente, in più è possibile usufruire dei servizi del bar che non serve però sostanze alcoliche.

Il mese scorso l'amministrazione Obama ha ammesso l'utilizzo della marijuana a scopi terapeutici e solo nell'Oregon esistono 21.000 pazienti.
Yes, we can(nabis)!

(fonte http://www.enjoint.info/?p=1173)


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11/15/2009

I Soliti Sgomberi



Prosegue da parte del Comune di Roma la politica degli sgomberi e delle deportazioni contro le comunità Rom che risedono nella capitale.
L'11 novembre all'alba è stato effettuato lo sgombero forzato del campo "Casilino 700" dove vivevano 400 persone. L'operazione quasi militare è cominciata col buio invadendo il campo e procedendo con l'immediata distruzione delle baracche.
Raffaele Clemente, che coordinava il lavoro ha dichiarato durante lo sgombero: “Stiamo procedendo per moduli, il campo è diviso in tre diverse aree. La zona è stata cantierizzata e delimitata con nastro rosso perchè ci sono mezzi pesanti in movimento per l’abbattimento delle baracche, una ottantina circa, per evitare rischi alle persone. Per il momento stiamo abbattendo un terzo delle baracche”.

Ventiquattro ore dopo viene sgomberata anche la ex strutura della Heineken dove alloggiavano più di cento persone tra le quali molte rifugiate dopo lo sgombero del Casilino 700.
Un gruppo di attivisti ha tentato di bloccare il pullman che (de)portava i rom sgomberati per chiedere chiarimenti sulla destinazione degli sgomberati, tuttavia l'intervento delle forze dell'ordine ha allontanato i manifestanti.
Sono circa 100 i rom identificati dagli agenti.


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11/13/2009

Il vostro culo per il mio regno



Quest'uomo dal colorito preoccupante sta tenendo in ostaggio un paese intero, ahimè il nostro, per il suo tornaconto personale.
Ormai non pensa ad altro. Voi credete che abbia in testa solo quella cosa là o sia impegnato a salvarvi dal comunismo e a rendervi tutti ricchi come lui.
No, se è impegnato ad escogitare un modo per salvare il suo culo che comprenda il sacrificare i nostri, non è interessato a nient'altro. Perfino quando si celebra la grande vittoria dell'anticomunismo, il Festival dell'Unità (tedesca), addirittura si addormenta.

Dopo aver sfruttato per anni la politica cattocomunista, ladrona e magliara per crearsi un impero mediatico tanto vasto quanto abusivo, calpestando la concorrenza e le più elementari leggi del mercato, fregandosene di tutto e di tutti e stipulando patti con tutti i diavoli dell'inferno; divenuto padrone unico della politica grazie ad un popolo italiano ignorante come pochi di politica e tradizionalmente tendente a farsi abbindolare da piccoletti energici tutti impero e puttane, ora è teso solamente a salvarsi. Che muoiano Sansone, i Filistei, l'anima de li mortacci loro, l'economia italiana, migliaia di aziende con l'acqua alla gola e milioni di disoccupati o in procinto di diventarlo, a lui non importa.

La maschera del ghepensimì con il pancake è definitivamente caduta. Tutta l'attività del Parlamento italiano, della politica, delle energie governative sono da mesi concentrate sulle sue beghe legali da risolvere a suon di leggi ad personam e stravolgimenti della Costituzione.
Come effetto collaterale del vaccino Berlusconi migliaia di processi rischiano di cadere in prescrizione ed essere cancellati e con essi milioni di euro di spese legali già sostenute dai normali cittadini in attesa di giustizia. Gli avvocati vogliono essere pagati, anche se il processo non è ancora iniziato, anche se non si sa se avremo il risarcimento. Intanto paga e poi si vedrà.
Questa okkupazione dell'Italia a fini personali è insostenibile ed è giusto formare gruppi di preghiera per invocarne la fine. Però non basta e non è così facile liberarsi di questo enorme problema.

Oggi tutti ce l'hanno con Fini: zerbino, cagnolino accucciato, incapace di reagire ai voleri del ducetto. Cosa avrebbe dovuto fare, da solo, il presidente della Camera con un'opposizione dal tanatogramma piatto, un Presidente della Repubblica che non è Sandro Pertini (with all respect), un pugnetto di partitelli cattolici dolciniani già unti e pronti per il rogo riservato agli eretici e un collega presidente del Senato che, se Fini scodinzola, è capace pure di stare in piedi sulle zampette posteriori?
Stiamo parlando di un uomo solo contro un impero televisivo e un esercito di Minzol-uruk-hai pronti a distruggere il traditore a colpi di giornalismo.

Le televisioni non contano, vero? Se il presidente della Camera si fosse opposto alla volontà di un bambinello capriccioso di 72 anni che pesta i piedi per non finire in galera da sospetto corruttore di testimoni e di giudici, da domani avremmo avuto, a reti e giornalacci unificati, "La Storia di Gianfranco Fini dalle Origini ai Giorni Nostri", con pubblicazione di ogni piccolo segreto, peccatuccio e debolezza suoi e dei suoi famigliari fino alla decima generazione. Già oggi sul Giornale un titolo indicativo dell'aria che tira: "Fini vuole affossare Berlusconi". E più sotto, se non una testa, un orecchio di cavallo: "E Gianfranco nel suo libro dimentica il suo passato fascista e Silvio". Compris?

Se Fini avesse detto no, il vecchio avrebbe rotto il giocattolo e convocato nuove elezioni dove, grazie a dosi mortali di propaganda vomitata tipo "The Blob" da ogni televisore e magari qualche tentazione di broglio avrebbe fatto di tutto, ma proprio di tutto per vincere e distruggere definitivamente ogni opposizione interna.
Ricordatevi che frequenta spesso Putin e ne riceverà sicuramente ottimi consigli su come fottere la democrazia.

Non si può imputare a Fini di non riuscire ad abbattere da solo il Golia che ci perseguita. Si chiama Gianfranco, non David. Ci vogliono tempo e pazienza. Il vantaggio di Fini è che lui è un politico, conosce i modi e i tempi della politica, Berlusconi è un dilettante prestato alla politica per necessità di sopravvivenza. Prima o poi il Silvio frettoloso partorirà gattini ciechi.
Di nemici importanti se n'è fatti soprattutto all'estero. Un megafalcone neocon gigante come Edward Luttwak ha già espresso la sua opinione, quasi una sentenza, in pubblico. E questi non sono americani così, sono americani che restano anche se i presidenti cambiano.

Forse al David Fini basta solo l'aiuto di qualche Golem.

http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/11/il-vostro-culo-per-il-mio-regno.html


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