Domenica pomeriggio la leader del Movimento per l'Italia Daniela Santanchè era ospite in studio del programma di Mediaset Domenica 5 condotto da Barbara D'Urso ed ha espresso opinioni violente e provocatorie nei confronti del profeta dell'Islam Maometto definendolo poligamo e pedofilo. Queste affermazioni hanno ovviamente suscitato molte polemiche nel panorama politico italiano e le critiche sono arrivate addirittura da esponenti della Lega Nord ( «Non sono d'accordo sulla impostazione improvvida che ieri Daniela Santanchè ha voluto dare all'argomento della poligamia e dei matrimoni delle bambine perchè, storicamente, sia al tempo di Maometto che anche dopo era uso in tutte le popolazioni dare in sposa le bambine». È quanto afferma, in una nota, la senatrice della Lega Nord, Irene Aderenti.)
Tralasciando i commenti a tali affermazioni che sono superflui, è interessante notare come una persona che esprima idee così superficiali, offensive e violente sia costantemente ospite dei più importanti "salotti televisivi" nazionali. Infatti la Santanchè non è nuova a esternazioni del genere, tutti conoscono le sue idee riguardo ai problemi di integrazione e laicità.
Fa sorridere tra l'altro l'incoerenza di questa persona che populisticamente leva gli scudi in difesa del crocefisso nelle scuole e subito dopo non perde occasione di insultare una delle più diffuse religioni al mondo. Questo tipo di atteggiamento provocatorio e offensivo nei confronto dell'Islam è purtroppo molto comune tra i politici nostrani, sembra quasi che nonostante i gravi problemi che affliggono il Paese uno degli argomenti più importanti da affrontare sia quello che riguarda la presenza musulmana in Italia.
Diffondere diffidenza nei confronti di chi professa una fede differente da quella cattolica è il cavallo di battaglia di molti politici. Il fine di queste persone è quello di aumentare la percezione della tensione nella popolazione per favorire un clima di insicurezza e diffidenza nei confronti di chi appare o si considera "diverso". Questa insicurezza si tradurrà alle urne con voti per quelle correnti politiche che in campagna elettorale metteranno la sicurezza (contro i "diversi da noi") al primo posto nella propria agenda elettorale. Come non ricordare la "simpatica" campagna elettorale leghista "Loro subirono l'immigrazione, ora vivono nelle riserve!" o i manifesti di A.N. durante l'approvazione della legge sul reato d'immigrazione clandestina "l'immigrazione clandestina fa male alle donne".
Questo modo di fare politica danneggia il Paese, ed è davvero realistico considerarlo un atteggiamento anti-italiano (termine molto caro a numerosi esponenti della maggioranza).
Le banlieues francesi non sono molto lontane da noi.
I cittadini che vivono nei quartieri più poveri delle città stanno pagando gli errori commessi da una politica cieca e populista.
In Italia sarebbe stato intelligente evitare di commettere gli stessi errori. Invece la strada imboccata sembra quella sbagliata e il prezzo del cambiamento continua a crescere.
Per cambiare rotta non è mai troppo tardi !
Codice - Rosso

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