11/13/2009
Il vostro culo per il mio regno
Quest'uomo dal colorito preoccupante sta tenendo in ostaggio un paese intero, ahimè il nostro, per il suo tornaconto personale.
Ormai non pensa ad altro. Voi credete che abbia in testa solo quella cosa là o sia impegnato a salvarvi dal comunismo e a rendervi tutti ricchi come lui.
No, se è impegnato ad escogitare un modo per salvare il suo culo che comprenda il sacrificare i nostri, non è interessato a nient'altro. Perfino quando si celebra la grande vittoria dell'anticomunismo, il Festival dell'Unità (tedesca), addirittura si addormenta.
Dopo aver sfruttato per anni la politica cattocomunista, ladrona e magliara per crearsi un impero mediatico tanto vasto quanto abusivo, calpestando la concorrenza e le più elementari leggi del mercato, fregandosene di tutto e di tutti e stipulando patti con tutti i diavoli dell'inferno; divenuto padrone unico della politica grazie ad un popolo italiano ignorante come pochi di politica e tradizionalmente tendente a farsi abbindolare da piccoletti energici tutti impero e puttane, ora è teso solamente a salvarsi. Che muoiano Sansone, i Filistei, l'anima de li mortacci loro, l'economia italiana, migliaia di aziende con l'acqua alla gola e milioni di disoccupati o in procinto di diventarlo, a lui non importa.
La maschera del ghepensimì con il pancake è definitivamente caduta. Tutta l'attività del Parlamento italiano, della politica, delle energie governative sono da mesi concentrate sulle sue beghe legali da risolvere a suon di leggi ad personam e stravolgimenti della Costituzione.
Come effetto collaterale del vaccino Berlusconi migliaia di processi rischiano di cadere in prescrizione ed essere cancellati e con essi milioni di euro di spese legali già sostenute dai normali cittadini in attesa di giustizia. Gli avvocati vogliono essere pagati, anche se il processo non è ancora iniziato, anche se non si sa se avremo il risarcimento. Intanto paga e poi si vedrà.
Questa okkupazione dell'Italia a fini personali è insostenibile ed è giusto formare gruppi di preghiera per invocarne la fine. Però non basta e non è così facile liberarsi di questo enorme problema.
Oggi tutti ce l'hanno con Fini: zerbino, cagnolino accucciato, incapace di reagire ai voleri del ducetto. Cosa avrebbe dovuto fare, da solo, il presidente della Camera con un'opposizione dal tanatogramma piatto, un Presidente della Repubblica che non è Sandro Pertini (with all respect), un pugnetto di partitelli cattolici dolciniani già unti e pronti per il rogo riservato agli eretici e un collega presidente del Senato che, se Fini scodinzola, è capace pure di stare in piedi sulle zampette posteriori?
Stiamo parlando di un uomo solo contro un impero televisivo e un esercito di Minzol-uruk-hai pronti a distruggere il traditore a colpi di giornalismo.
Le televisioni non contano, vero? Se il presidente della Camera si fosse opposto alla volontà di un bambinello capriccioso di 72 anni che pesta i piedi per non finire in galera da sospetto corruttore di testimoni e di giudici, da domani avremmo avuto, a reti e giornalacci unificati, "La Storia di Gianfranco Fini dalle Origini ai Giorni Nostri", con pubblicazione di ogni piccolo segreto, peccatuccio e debolezza suoi e dei suoi famigliari fino alla decima generazione. Già oggi sul Giornale un titolo indicativo dell'aria che tira: "Fini vuole affossare Berlusconi". E più sotto, se non una testa, un orecchio di cavallo: "E Gianfranco nel suo libro dimentica il suo passato fascista e Silvio". Compris?
Se Fini avesse detto no, il vecchio avrebbe rotto il giocattolo e convocato nuove elezioni dove, grazie a dosi mortali di propaganda vomitata tipo "The Blob" da ogni televisore e magari qualche tentazione di broglio avrebbe fatto di tutto, ma proprio di tutto per vincere e distruggere definitivamente ogni opposizione interna.
Ricordatevi che frequenta spesso Putin e ne riceverà sicuramente ottimi consigli su come fottere la democrazia.
Non si può imputare a Fini di non riuscire ad abbattere da solo il Golia che ci perseguita. Si chiama Gianfranco, non David. Ci vogliono tempo e pazienza. Il vantaggio di Fini è che lui è un politico, conosce i modi e i tempi della politica, Berlusconi è un dilettante prestato alla politica per necessità di sopravvivenza. Prima o poi il Silvio frettoloso partorirà gattini ciechi.
Di nemici importanti se n'è fatti soprattutto all'estero. Un megafalcone neocon gigante come Edward Luttwak ha già espresso la sua opinione, quasi una sentenza, in pubblico. E questi non sono americani così, sono americani che restano anche se i presidenti cambiano.
Forse al David Fini basta solo l'aiuto di qualche Golem.
http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2009/11/il-vostro-culo-per-il-mio-regno.html
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